MotoGP: le nuove carene sostituiscono le ali

Nel corso della stagione 2015 la MotoGP aveva visto una rivoluzione tecnica dal punto di vista aerodinamico grazie all’introduzione, da parte della Ducati, delle ali ai lati delle carene. Questa innovativa soluzione tecnica era presto stata copiata anche dagli altri Team e nel corso della stagione 2016 del motomondiale erano comparse le ali a tutte le moto. A metà della stagione 2016 la federazione decise, per motivi di sicurezza, che nella stagione 2017 l’utilizzo delle ali sarebbe stato vietato. Per questo motivo gli ingegneri dei vari team hanno studiato delle nuove soluzioni, cercando di tornare a garantire ai propri piloti i vantaggi che garantivano le ali aerodinamiche fino alla scorsa stagione. Nelle ultime settimane il lavoro dei team ha visto la luce, nel corso delle ultime settimane sono comparse sulle moto delle nuove carene.

La Ducati, nel corso dei test del Qatar del mese di marzo del 2015, portò in pista la nuova Ducati GP15 con delle appendici aerodinamiche ai lati delle carene, che avevano lo scopo di generare un maggior carico aerodinamico, garantendo ai piloti una migliore stabilità della moto in frenata ed una grande efficienza in fase di accelerazione, limitando l’impennamento della moto. L’innovativa soluzione presentò fin da subito non solo dei vantaggi, ma anche dei piccoli svantaggi, ma grazie ai perfezionamenti venne utilizzata lungo tutto il corso della stagione 2015. La soluzione della Ducati venne ripresa sul finire della stagione 2015 anche dalla Yamaha, con gli ingegneri che dotarono la M1 di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo di alcune appendici aerodinamiche in “stile Ducati”. All’inizio della stagione 2016 tutti i team del motomondiale si presentarono ai nastri di partenza con delle appendici aerodinamiche molto simili tra loro, che di fatto annullarono il vantaggio che aveva acquisito la Ducati nel corso della stagione precedente.

 

MotoGP

 
All’inizio della stagione 2017, nel corso dei test invernali, diversi team della MotoGP hanno portato in pista delle novità aerodinamiche per cercare di riprodurre i vantaggi che fino alla stagione precedente venivano garantiti dalle ali. La Ducati mise in pista una versione della Desmosedici GP17 con una carenatura molto particolare, con dei grandi deviatori di flusso nella parte frontale della moto. Allo stesso tempo, anche Honda, Yamaha e Suzuki portarono una loro soluzione aerodinamica innovativa, allargando le pancie della carena per introdurre al loro interno delle piccole alette che potessero riprodurre (almeno in parte) l’effetto delle ali vietate dal regolamento. Ma all’inizio del mondiale sia la Ducati che le case giapponesi abbandonarono queste soluzioni, tornando ad una carena di tipo tradizionale.

Lo sviluppo aerodinamico è proseguito nel corso dei primi mesi della stagione, ed ha visto finire sotto i riflettori ancora una volta la Ducati. La Rossa di Borgo Panigale infatti presentava un’avveneristica carena che ha fatto il proprio debutto nel corso del GP della Repubblica Ceca. Non si è fatta attendere la risposta della Yamaha, che nel corso dei test di Brno di inizio agosto, ha portato in pista una M1 con una forma del cupolino molto particolare, ai lati del quale sono comparse due piccole ali che hanno la funzione di generare carico aerodinamico. Inoltre, nelle pance laterali della carena della moto di Rossi e Vinales, sono apparse ben 4 piccole ali. Rispetto alle soluzioni viste nei due anni precedenti, queste nuove soluzioni riescono a riprodurre poco meno del 50% gli effetti delle vecchie ali, ma sono comunque un passo in avanti dal punto di vista tecnico che, nel prossimo futuro, potrebbe essere ripreso anche dagli altri team.

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